Chi Siamo


Quattro generazioni fa, Niccolò, mio bisnonno, giunse dall'aretino in una Maremma che stava pian piano emergendo dalle paludi e dalla malaria. Divenne mezzadro in una delle fattorie di questa pianura vergine; era il 1890. Diverse lune dopo, nonno Dante, imprenditore della Grosseto del dopoguerra, acquistò un piccolo appezzamento terriero per farne la sua residenza di campagna. Non fece in tempo a vedere i lavori conclusi, e lasciò a Grazia, sua giovanissima figlia, una casa non finita e qualche ettaro di terra.

Mentre le campagne si spopolavano, mia madre e mio padre si stabilirono in quella casa così grande, e le donarono le traboccanti vite dei loro cinque figli; dissodarono la terra, e la resero fertile di piante e di animali. Negli anni in cui l'agricoltura si meccanizzava e si apriva alla chimica, il loro lavoro è rimasto manuale, e, soprattutto, biologico.

Quanti progetti si sono succeduti negli anni! Prima un grande allevamento di conigli, il più grande in toscana: fra i miei ricordi di bambino, conservo il tatto di queste creature morbide, bianche, gli occhi attenti. Poi la crisi economica, le stalle che si svuotano, i negozi di frutta e verdura aperti, e presto chiusi. Tutta la famiglia lottò con tenace attaccamento ad un'azienda che non volevamo abbandonare.

E poi, casualmente, vent'anni fa, Grazia si inventò un piccolo ristorante rurale, come in un colpo di scena: la nostra frutta, la nostra verdura, i nostri animali, serviti in tavola trasformati dalle sue mani. Aveva anticipato di diverso tempo il concetto di “metri zero” e dato finalmente il giusto valore a ciò che producevamo. Siamo giunti ad oggi. L'azienda ha ottenuto la certificazione del biologico. Ai conigli si sono sostituiti i maiali, insieme ad un variopinto pollaio ed un gregge di capre. Il frutteto e l'orto continuano a popolarsi stagione dopo stagione. Nostro padre e noi cinque figli diamo respiro a numerosi progetti, insieme a mogli, mariti, nipoti. Grazia non ha visto tutto questo: ma sono certo che sarebbe orgogliosa di noi.

Gli orizzonti si estendono infiniti, e tersi, sotto i cieli della maremma; sta per iniziare una nuova stagione.